fave

Fave

Valori nutrizionali per 100 gr di fave cotte 95 kcal

La “fava cottoia” Modica è un alimento tipico della tradizione mediterranea, questa preziosa leguminosa e la sua coltura era abbastanza estesa in tutto il territorio, ove il terreno lo consentiva, entrando come parte integrale nella rotazione agraria modicana; diffusissima era la rotazione fava-frumento. La fava era coltivata in tutte le azienda e destinata prevalentemente all’alimentazione del bestiame; in alcune contrade del territorio di Modica, tuttavia, la coltura forniva un prodotto particolarmente idoneo all’alimentazione umana (“cottoia”) senza artifici particolari di coltivazione. Nel 1900 il Veninata scriveva: “Il contadino modicano, d’un aspetto robusto, forte, dove principalmente alla sana alimentazione di sole ed esclusive fave e pane la sua robusta, la sua salute ferrea”. Ai braccianti veniva data la razione di “mezzo coppo” che corrispondeva a mezzo chilogrammo giornaliero e veniva cucinata da sola, previa eliminazione dell’ilo, o con verdure. Le fave allo stato fresco, di prima raccolta, giovani e tenerissime, venivano consumate crude, accompagnate talvolta da salsiccia e formaggi, oppure venivano consumate in miscuglio con ricotta sotto forma di focacce.

Nei mesi invernali, in virtù delle necessità delle popolazioni contadine di acquistare ingenti quantità di calorie, tipica era la utilizzazione congiunta di fave e lardo di maiale. In sostituzione di proteine animali, le fave venivano consumate con la pasta e costituivano come piatto unico un’ottima fonte energetica e proteica. Le fave, presenti nella dieta quotidiana dei contadini del Mediterraneo fino agli anni ’50 del secolo scorso e definite la “carne dei poveri” per l’elevato apporto proteico, sono state abbandonate dopo il boom economico, sostituite dalla più costosa carne rossa ricca di grassi saturi. Oggi i nutrizionisti di tutto il mondo hanno rivalutato il modello dietetico mediterraneo perché, se associato ad una costante attività fisica, potrebbe essere in grado di sconfiggere le malattie del benessere oggi molto diffuse come aterosclerosi, diabete di tipo due e tumori. La sua produzione, oggi, è affidata a 30 aziende agricole con una superficie totale coinvolta che non supera i 50 ettari, tutti pressoché localizzati nell’areale dell’altopiano ibleo.