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Cioccolato

Valori nutrizionali per 100 gr cioccolato 500 kcal.

Il cioccolato (o cioccolata, specie se fuso) è un alimento derivato dai semi dell’albero del cacao, ampiamente diffuso e consumato nel mondo intero. Nella produzione artigianale di qualità, il cioccolato è preparato utilizzando la pasta di cacao come realizzata ed imballata nei paesi origine, con l’aggiunta di ingredienti ed aromi. Nella produzione industriale o comunque di minor pregio qualitativo, è preparato miscelando il burro di cacao (la parte grassa dei semi di cacao) con polvere di semi di cacao, zucchero e altri ingredienti facoltativi, quali il latte, le mandorle, le nocciole, il pistacchio o altri aromi. Oltre a ciò, il cioccolato è anche un ingrediente di svariati dolciumi, tra cui gelati, torte, biscotti e budini. Alcuni studi dimostrano come l’assunzione di cioccolato stimoli il rilascio di endorfine, in grado di aumentare il buon umore. Il termine “cioccolata” viene utilizzato come sinonimo di “cioccolato” oppure per indicare una bevanda liquida a base di polvere di semi di cacao, nell’uso occidentale contemporaneo invariabilmente con l’aggiunta di zucchero (al contrario di come veniva consumato il cacao in bevande salate e speziate nelle culture precolombiane).

Il cioccolato di Modica ha origini antichissime e trova le sue radici in quello che si definisce: “il popolo del quinto sole”, gli Aztechi che regnarono in America centrale e meridionale dal XIII al XVI secolo. Alcune fonti riportano che durante la dominazione degli spagnoli in Sicilia nel XVI secolo tale lavorazione fu introdotta nella Contea di Modica. Gli spagnoli, a loro volta, l’avrebbero infatti mutuata dagli Aztechi. Attualmente esistono tracce di questo tipo di lavorazione in Spagna (“el chocolate a la piedra”), oltre che nelle comunità indigene di Messico e Guatemala. Tra le grandi e meravigliose culture e tradizioni di questo straordinario popolo dell’antico Messico il cacao ricopriva un ruolo importante, veniva difatti considerato cibo nutriente, sostegno economico, simbolo di ottima posizione sociale, medicina efficace, mezzo per comunicazione con le divinità. L’origine mitica era collegata a “QUETZALCOATL” divinizzato come il dio del cioccolato che scesa sulla terra, aveva portato con sé dal paradiso una pianta di cacao che coltivava nel suo sacro giardino e che in seguito regalò agli abitanti del luogo. Questi impararono presto a tostare e a macinare i semi (o chicchi) racchiusi dal baccello, per preparare una pappa densa e nutriente. I semi di cacao venivano tostati su di uno strumento chiamato “METATE” una pietra ricurva poggiata su due basamenti trasversali, che veniva riscaldata con della legna posta sotto di essa e poi macinati usando uno speciale matterello anch’esso in pietra. La pasta di cacao così ottenuta veniva aromatizzata con delle spezie: la più comune la vaniglia ma anche il pepe rosso, la cannella e molti altri aromi ed erbe locali e persino fiori esotici; il composto infine veniva sfregato sul “metate” fino a quando non induriva, divenendo un unico impasto omogeneo. Per evitare di dover macinare i chicchi ogni volta, si preparavano una specie di panetti di cacao e mais, utilizzato come addensante, con una piccola quantità di acqua per solidificare il miscuglio adesso pronto per essere utilizzato. All’occorrenza si staccavano dei piccoli pezzi e si facevano sciogliere nell’acqua, la bevanda ottenuta veniva chiamata e si chiama tutt’ora dagli indigeni dell’America Centrale “XOCO-ATL” (XOCO=AMARA, ATL=ACQUA) quindi “ BEVANDA AMARA” fermamente convinti che fosse portatrice di sapienza e saggezza. Furono poi gli spagnoli che per opera di Hermes Cortes, intorno al 1519, importarono i primi chicchi di cacao avendone appreso le qualità eccellenti e le ricchezze economiche, e ne instaurarono successivamente un vero e proprio commercio intorno al 1580. Facendo diversi usi e avendone appreso la lavorazione, fu durante la loro dominazione in Sicilia ne XVI secolo, che gli spagnoli la introdussero nella “Contea di Modica”; Ritornando al nostro “Cioccolato di Modica”, contrariamente a quanto avvenne in seguito nel Regno d’Italia e in tutta l’Europa, nella Contea di Modica non si passò mai alla lavorazione industriale , conservando così nel corso dei secoli sino ad oggi la genuinità e la purezza degli ingredienti nonché l’artigianalità della sua manifattura. Pare avesse ragione Sciascia: la cioccolata di queste parti è imbattibile. Sarà la temperatura carezzevole con cui viene lavorata la pasta di cacao, o magari gli aromi più o meno insoliti che ne corredano il sapore, dalla vaniglia al peperoncino, fino alla cannella e persino al sale. Lo zucchero, che resta in cristalli distinti senza miscelarsi come sciroppo, compie il resto del miracolo. Storicamente si è tramandato come un dolce tipico delle famiglie nobili che durante le feste e le occasioni importanti lo preparavano in casa. In questo modo si è conservato fino ai giorni nostri e solo successivamente è diventato un prodotto dolciario di fama internazionale.